Strage di Biancospini nelle Aree di riequilibrio ecologico della Cooperativa Eden. Allarme per i Frutticoltori. Dopo i gravi danni causati dalla siccità e dalla Metcalfa, il patrimonio vegetale della Golena di Guastalla ha subito nuove perdite causate da una temibile malattia tristemente nota ai frutticoltori per la quale non si conoscono ancora rimedi efficaci. L’allarme lanciato dei tecnici della Cooperativa Eden ha portato all’intervento da parte degli esperti del Consorzio Fitosanitario Provinciale che hanno confermato la malattia in tutte le stazioni segnalate. La sorte sembrava quindi segnata per i biancospini, alcuni dei quali – posti a dimora 15 anni fa – erano di dimensioni notevoli e rappresentavano uno dei simboli della rinascita dell’ambiente nella golena del Po. Le parti malate sono state asportate ed incenerite, le piante colpite sradicate e bruciate ed in questo modo è stato possibile circoscrivere il problema. Ma per impedire alla malattia di manifestarsi anche in altre sedi e ad altre specie presenti è scattato un “cordone sanitario” per tenere sotto osservazione tutte le specie sensibili alla malattia. Vista l’elevata contagiosità dell’essudato che fuoriesce dalle piante infette e che può essere veicolato dall’uomo è importante limitare l’accesso alle aree colpite. Solo gli operatori dovrebbero toccare i rametti ammalati ed è obbligatorio disinfettare opportunamente gli utensili utilizzati per la potatura delle piante. In queste circostanze anche gli avventori occasionali possono diventare dei veicoli di infezione. Se si considera che gli esemplari “a rischio” sono oltre 5000, su una estensione di oltre 30 ettari di aree protette, si può bene immaginare quale impegno venga ad aggiungersi a quello già richiesto per far fronte alla siccità ed alle altre parassitosi che stanno portando i loro attacchi all’ambiente ricostruito con fatica dai volontari della Cooperativa Eden. Il Colpo di Fuoco Batterico è in grado di colpire piante di diverse specie, ed è causato da un germe (Erwinia amylovora) descritto in Italia per la prima volta solo nel 1990. Le specie più sensibili, oltre al biancospino sono il pyracantha, ma soprattutto il pero e le pomacee in genere, per cui l’allarme interessa sia gli agricoltori che i tutori del verde ornamentale. Le iniziative di diagnostica precoce devono essere rivolte oltre che agli esperti, a tutta la popolazione. Anche i semplici visitatori dovrebbero essere in grado di cogliere i primi segni della malattia ed ottenere una diagnosi precoce. Il primo sintomo può essere individuato nei fiori che dapprima assumono un aspetto disidratato poi cambiano colore diventando scuri, quasi come mummificati. I rametti cambiano colore alle estremità e tendono ad incurvarsi, le foglie diventano bruno-rossastre come se fossero bruciate. La superficie del ramo, a dispetto dell’aspetto rinsecchito, tende ad essere umida, ricoperta da un essudato che contiene miliardi di batteri che possono essere dispersi, dal vento, dagli insetti, dagli uccelli o da visitatori incauti. Il semplice sospetto della malattia dovrebbe portare alla immediata segnalazione (contattare il Consorzio Fitosanitario Provinciale - tel. 0522 430358) per prendere i provvedimenti drastici, necessari per circoscrivere i focolai di infezione. È difficile formulare ipotesi sul vettore che ha portato alla diffusione della malattia nella golena: una delle ipotesi è che le stesse acque della grande piena del 2000 abbiano favorito la diffusione del germe in quantità massicce in aree fino all’anno scorso risparmiate dal colpo di fuoco.
La Cooperativa EDEN nasce nel 1987 con lo scopo di realizzare progetti di incentivazione e ripristino ambientale, con una particolare cura rivolta alla educazione ambientale.
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